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Architettura open source: l'OSarc e il sapere condiviso

Architettura open source: l'OSarc e il sapere condiviso

Un nuovo paradigma si fa largo nel settore delle costruzioni: il soggetto diventa il gruppo e in campo scende l’architettura open source. Nessun manuale accademico, nessuno stile architettonico, nessun approccio normativo, solo una nuova prospettiva che sovverte il concetto di architettura individualista e da vita a progetti corali.

La trasparenza e il potere di Internet, in grado di riunire competenze, curiosità e creatività in una rete che non conosce limiti geografici, caratteristici dell’open source informatico, trovano spazio anche nell’architettura open source, i cui elementi fondamentali diventano inventiva, condivisione e network(ing). 

Dal basso verso l’alto: l’inversione dell’OSarc

La storia dell’architettura moderna è fatta di edifici che portano il nome e il cognome di singoli progettisti, gioielli che hanno dato voce all’estro di chi le ha concepite.

L’architettura open source parte dal problema, dalla necessità del gruppo, e diventa espressione di un’intera comunità fatta non solo di architetti, ma di un numero indefinito di contributori. Tutti i singoli componenti prendono parte al processo creativo in cui le individualità si fondono e interpretano in maniera funzionale e sostenibile ciò di cui la collettività ha bisogno. Competenze tecniche ed esigenze soggettive: ecco di cosa vive l’OSarc.

Grazie alle licenze Creative Commons, i professionisti hanno la possibilità di mettere a disposizione le loro competenze, laddove carenti, per la realizzazione e la replica di piani costruttivi, senza per questo rischiare di vedere le proprie idee sottratte indebitamente da un’impresa esterna. 

Architecture for Humanity: l’architettura open source di Cameron Sinclair

Come reagire quando le risorse materiali e intellettuali sono scarse, ma l’intervento degli esperti delle costruzioni è richiesto con urgenza? La risposta più logica, pratica e accessibile è proprio l’architettura open source.

Grazie a delle piattaforme di comunicazione e progettazione online professionisti e non da qualunque parte del mondo possono prendere parte alla realizzazione di modelli indispensabili nei casi di emergenza umanitaria. È così che Cameron Sinclair ha reinventato l’architettura ed è così che ha presentato al mondo intero il primo edificio costruito sotto licenza Creative Commons: Siyathemba.

Una rivoluzione della scienza delle costruzioni o un ritorno alle origini, quando dietro a edifici colossali c’era la collaborazione e la condivisione dei saperi?

Altro su Giorgia Di Mattei

Laureata in Traduzione e Interpretariato subisce notevolmente il fascino della parola e della comunicazione. Riuscendo con fortuna a fare della propria passione una vera professione, inizia a lavorare come copywriter per un'agenzia di webmarketing e nel frattempo collabora con l'associazione culturale Sole Luna, per il dialogo dei popoli. La sua specializzazione? Parlare, parlare, parlare.

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