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Denial of service: il web è in pericolo?

Denial of service: il web è in pericolo?

Il New York Times ha rivelato il mese scorso un’informazione preoccupante: una lotta tra Spamhaus, organizzazione nata nel 1998 e attiva nella lotta contro lo spam, e il web hosting olandese Cyberbunker, conosciuto per aver spesso ospitato siti web collegati alle attività di spam, hanno portato ad uno dei più grandi denial of service (DoS) senza precedenti. La posta in gioco, secondo il giornale potrebbe essere la congestione delle reti Internet a livello globale.

Il denial of service, letteralmente negazione del servizio, è un malfunzionamento dovuto ad un attacco informatico in cui si esauriscono deliberatamente le risorse di un sistema informatico che fornisce un servizio, ad esempio un sito web, fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio.

La vicenda è iniziata quando Spamhaus, il 18 marzo scorso, ha inserito Cyberbunker nella balk list dei provider, con conseguente danno all’immagine del web hosting olandese. Dopo poche ore Spamhaus è stata attaccata da un DoS che ne ha rallentato notevolmente l’attività. Il mandante dell’attacco è rimasto sconosciuto e per tutelarsi Spamhaus si è rivolta a CloudFlare, un provider di servizi di sicurezza e miglioramento delle prestazioni dei siti web. CloudFlare ha attenuato l’attacco ma è stato subito dopo esso stesso vittima di un’aggressione che ne ha rallentato notevolmente le prestazioni, indebolendo di riflesso quelle quelle dei siti clienti che supportava. Da qui l’attacco è diventato globale e milioni di semplici utenti internet hanno subito ritardi nei servizi o non hanno potuto collegarsi a determinati siti Web. 

Per gli esperti intervistati dal New York Times, l ‘attacco non è ancora finito e potrebbe portare milioni di utenti all’impossibilità di accedere a molti servizi online. Si tratterebbe di uno dei più grandi attacchi informatici su Internet che potrebbe provocare una congestione globale dei sistemi web. Quello che preoccupa di più gli ingegneri informatici è che anche la sicurezza della posta elettronica e del banking online potrebbe essere messa seriamente in discussione. 

Fonte: NYT

Immagine:Indolences 

Altro su Stefania Lo Sardo

Laureata in lingue con un Master in traduzione letteraria, titolare di un Master europeo in Mediazione Inter Mediterranea (Università Ca Foscari di Venezia, UAB Barcellona e Università di Meknés), Stefania Lo Sardo lavora tra la Francia e l'Italia. Specialista in cinema del Mediterraneo, ha collaborato a diversi progetti di Aflam, associazione marsigliese che lavora alla diffusione del cinema dei paesi arabi. Nel 2010 ha conseguito un Master 2 in Mondo arabo e musulmano presso l'Università di Provenza con una tesi sul cinema marocchino, collaborando nello stesso periodo con alcune riviste italiane (L’indice dei Libri del Mese, Cinemafrica) scrivendo articoli sul cinema internazionale. Dal 2011 è consulente del MuCEM (Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo) di Marsiglia. Dal 2012 collabora con il Festival Internazionale del Documentario Sole Luna, un ponte tra le culture di Palermo.

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