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Depeering, una parola che ci penalizza, nei diritti.

Depeering, una parola che ci penalizza, nei diritti.

net-neutrality-credit-fool-dot-comCirca 2 anni fa, i grandi operatori di telecomunicazioni, decisero, con un silenzio assordante da parte di AGCOM (Autorità garante per le Comunicazioni), decisero di attuare il depeering.
Per capire cos’è il depeering, capiamo cos’è il peering: ebbene ci sono luoghi deputati, sino a circa due anni fa, allo scambio del traffico dati tra operatori Internet, grandi o piccoli che siano, nei quali i medesimi supportavano solo le spese di gestione di questi, non vi era alcuno scambio commerciale tra i suddetti (NAP, Network Access Point).
Ne esistono in quasi tutte le regioni. I più importanti e famosi, per lo meno, agli addetti ai lavori, sono il MIX a Milano, primo ente di questo genere creato in Italia, ed il NAMEX, quello di Roma.

Ebbene, tutto ciò non è più, e ciò impatta in maniera devastante su, innanzitutto, i prezzi della connettività Internet, mettendo fuori mercato i piccoli e medi operatori, costretti per lo scambio del traffico dati, ad incrementare i costi, dovendo fare accordi individuali con i singoli altri operatori aderenti al ticket di depeering. Ovvero in breve tempo, si sta assistendo alla diminuzione della concorrenza per i motivi succitati, ed il rischio cartello/oligopolio è in agguato! (AGCOM dove sei?)

La cosa più inquietante che ci riguarda come cittadini e non solo come consumatori, sono gli accordi bilaterali tra i grossi operatori, che prevedono la compensazione del loro traffico anche all’estero, in luoghi di maggior convenienza commerciale per i medesimi.

Come impatta tutto ciò sui nostri diritti? In maniera pericolosamente semplice: pensate a ciò che viaggia su Internet, in merito a dati personali, anche sensibili (preferenze politiche, religiose, sessuali, dati sanitari), il fatto che questo traffico venga compensato/scambiato all’estero, rende totalmente inutili le tutele giuridiche sulla privacy, obbligando il cittadino danneggiato a ricorrere, eventualmente, a tribunali esteri. Se poi a ciò aggiungiamo il fatto che la rete internet viene usata anche dalle nostre forze di polizia ed i nostri servizi di sicurezza, diventa un caso di sicurezza nazionale. I tecnici in mala fede, potrebbero obiettare che i pacchetti dati su internet non hanno un percorso prestabilito partendo da una destinazione ed arrivando ad un’altra, quindi il rischio di parte del tragitto estero c’è. Ma l’obiezione è marcatamente in malafede, in quanto, con un peering nazionale attivo nei vari NAP, il rischio di transito estero dei pacchetti dati si riduce a pochissimi punti % rispetto all’interezza di un file spedito, rendendo praticamente impossibile la ricostruzione dell’interezza di un file, anche con le più sofisticate tecnologie (DPI, Deep Packet Inspection). Per i lettori più appassionati di questi argomenti aggiungo che il depeering, è un “vulnus” grave alla neutralità ed integrità della rete, dove per integrità intendiamo il fatto che il dato partente da una rete, dovendo raggiungerne un’altra, senza passare per un NAP, potrebbe dover attraversare diverse reti, e gli operatori di queste, potrebbero darne priorità/velocità di attraversamento, bassa. Cioè, è come se i dati fossero fermi ad un semaforo rosso, sino a quando il traffico dati interno della rete attraversata, consenta il passaggio di questi, con evidenti possibilità di disservizio e perdita dei medesimi.  Di queste problematiche ho avuto modo di parlarne durante un audizione alla Camera dei Deputati, Commissione IX (ndr. Trasporti e Telecomunicazioni) il 23 settembre 2014 (qui il resoconto stenografico) ed alla audizone alla commissione per la “Carta dei diritti internet” della Presidenza della Camera dei Deputati, il 28 novembre 2014, ma, ahimè, gli organismi preposti non intervengono, e le lobby dei grandi operatori impazzano!

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Mi occupo di internet dal secolo scorso! ;-) Dal 1993. Sono un consulente informatico, e dal 1999 sono membro dell'associazione Assoprovider, di cui sono vice presidente. Ho scritto qualche post, quà e là, durante la mia carriera. (troppi?) Continuo ad amare internet, che col passare degli anni e diventata sempre più, il mio quotidiano.

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