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Il diritto d'autore, anzi… due

Il diritto d'autore, anzi… due

Quando si parla di diritto d’autore, a colui che utilizza l’opera, il fruitore, vengono subito in mente alcune associazioni di idee che si sono radicate nel tempo: che per ogni utilizzo di un opera, sia essa una musica, un film, un libro, si deve pagare, che le opere non si possono copiare, che non si possono acquisire al di fuori dei canali ufficiali perché abusivo (in gergo “piratare”), che un’opera è intangibile, ossia non la si può modificare, si deve prendere così com’è, insomma che un’opera è un qualche cosa di statico.
Non è proprio così, o meglio, non è sempre così, fortunatamente direi.

diritto d'autoreIntanto cominciamo a dire che il diritto d’autore, così come è tutelato dalla legge, non è uno, ma sono due, i due diritti coesistono in capo all’autore di un’ opera ma per una durata di tempo differente.

Il diritto morale d’autore – è un diritto personale, quindi intrasferibile e perpetuo, è il diritto dell’autore a vedersi riconosciuta la paternità dell’opera in ogni momento. E’ anche il diritto a che la sua opera non sia deformata o mutilata in modo tale da gettare discredito sull’autore stesso.
E un diritto antichissimo, risale al diritto romano.
A nessuno verrebbe in mente di spacciare per propria l’Eroica di Beethoven o l’Aida che sono in pubblico dominio, quindi chiunque può suonale e/o modificarle, usarle per farne commercio, ma non dirà mai che ne è l’autore. Anzi riconoscerà la paternità dei due  giganti della musica.

Il diritto economico d’autore – E’ il diritto che ha l’autore di sfruttare, o non sfruttare, economicamente l’opera o sfruttarne una parte. Anche questo diritto è tutelato dalla legge.

Apro una parentesi.

Attenzione! La legge attribuisce all’autore tutti i diritti economici e di uso della sua opera. Quindi un’opera nasce con tutti i diritti riservati, sarà l’autore a decidere altrimenti.
Questo vale anche in rete. Quando troviamo un’immagine o una musica in rete e non vediamo scritto nulla circa il suo possibile utilizzo, dobbiamo ritenerla con tutti i diritti riservati e quindi non utilizzabile senza il previo consenso dell’autore. Il fatto che la rete sia piena di contenuti e che vengano usati in modo ampio e disinvolto non autorizza a pensare che la legge qui non si applica o che ne sia attenuata la portata.

Il diritto economico dell’autore sulla propria opera dunque, può essere trasferito in tutto o in parte, sia gratuitamente che dietro compenso.
Gli autori di musica trasferiscono alle etichette discografiche il diritto alla commercializzazione della propria musica, gli scrittori trasferiscono il medesimo diritto agli Editori, le case di produzione cinematografiche invece acquisiscono una pluralità di diritti di sfruttamento commerciale dagli artisti (copioni, musiche, immagini). Invece le immagini della Nasa sono messe gratuitamente a disposizione della collettività secondo certe condizioni, adottando una licenza Creative Commons.

E’ a questo punto che entrano in gioco le differenze fra opere licenziate con tutti i diritti riservati e opere licenziate con una licenza Creative Commons.
Quindi le licenze Creative Commons non sono altro che uno dei modi di gestire il proprio diritto d’autore e si collocano all’interno della disciplina del diritto d’autore.

Invito, chi ha avuto la pazienza di arrivare a leggere fino a qui, e ha almeno una volta nella sua vita sentito parlare di opere Creative Commons, come opere libere e prive di diritti e ci crede, a “riprogrammarsi” cominciando a pensare che le opere (meglio gli autori) in Creative Commons hanno invece un sacco di diritti e vanno rispettati.
Avete tempo circa una settimana, perché da qui in poi affronteremo proprio le Licenze Creative Commons.

Licenza Creative Commons
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