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In Kenya a lezione con l’open source

In Kenya a lezione con l’open source

Offrire un’istruzione adeguata che punta a sviluppare conoscenza tecnologica con costi sostenibili. Tutto questo è possibile in Kenya grazie all’utilizzo di strumenti e applicazioni open source.

Giovani keniani, futuri tecnologi

L’associazione Tunapanda (che in Swahili significa “stiamo seminando”) in collaborazione con la scuola di tecnologia rurale ha creato un percorso di studi per i giovani keniani che, indipendentemente dal tipo di studi effettuati e dal loro livello di scolarizzazione, permetterà di diventare esperti nel settore tecnologico. Questo settore, infatti, è in forte sviluppo in un paese dove però avere una connessione a banda larga è un lusso e i costi per la connessione sono, per la maggior parte delle famiglie, insostenibili. Come educare, allora, senza rete?

La soluzione passa attraverso “an education on a hard drive”. Trasferendo applicazioni e video-corsi necessari per migliorare le proprie capacità tecnologiche su disco rigido, si azzerano i costi di trasferimento tramite internet e il materiale passa da pc a pc gratuitamente.

Programmi open source per lezioni gratuite

Inoltre, per realizzare questo progetto, tutti i programmi scelti sono rigorosamente open source. Diverse lezioni, inoltre, sono state dedicate alla spiegazione della differenza tra software proprietari, free e open source ed è stato illustrato come installare Ubuntu da una comune chiavetta USB.

L’iniziativa, come già detto, ha lo scopo di creare profili professionali del settore ICT che (si prevede) offrirà numerosi posti di lavoro in un contesto con un forte tasso di disoccupazione. Le istituzioni educative non hanno ancora i mezzi per poter far fronte a queste nuove esigente di mercato ma iniziative come questa cercano di cambiare il volto della situazione. E l’open source, anche questa volta, offre la sua preziosa collaborazione.

 

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Giornalista pubblicista, si è laureata nel 2010 in Giornalismo per Uffici Stampa presso l'Università di Palermo e nel 2012 in Comunicazione Pubblica, d'Impresa e Pubblicità sempre presso lo stesso Ateneo. Si è formata collaborando con diverse testate tra cui La Repubblica - Palermo e I Quaderni de l'Ora. Ha ricoperto il ruolo di addetto stampa per diverse manifestazioni culturali tra cui il Festival Internazionale dei Documentari Sole Luna e per gli eventi dell'Associazione La Radice. Attualmente collabora con La Sicilia – Caltanissetta, giornalesicano.it, magaze.it ed è direttore del periodico culturale “La Radice” dal gennaio del 2013.

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