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La tutela di un'opera

La tutela di un'opera

Cominciamo oggi un viaggio che ci porterà ad esplorare un modo diverso e alternativo di gestire il diritto d’autore rispetto al classico “tutti i diritti riservati”.
Le licenze Creative Commons.
Parleremo delle licenze, ma anche di casi pratici, perché alla fine sono questi che risultano più interessanti.
Qualche volta divagheremo anche su argomenti un po’ diversi ma sempre attinenti e infine qual’è lo stato dell’arte.
Prima di addentrarci ne cuore dell’argomento, è meglio fare chiarezza su un paio di questioni e sfatare qualche luogo comune.
CreativitàQuando domando ad un artista: “ Secondo te chi tutela l’opera di un artista?”
Ci potete scommettere che nove volte su dieci mi rispondere: “La Siae”. Sbagliato!
La Siae non tutela proprio niente, la Siae è semplicemente un esattore. E anche poco efficiente fra l’altro (ne parleremo).
“Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. “ Art.1 legge sul diritto d’autore n. 633 del 1941.
E’ la legge stessa che tutela l’opera dell’ingegno per il mero fatto della sua creazione, quindi le opere dell’ingegno nascono già protette.
Altra domanda a dire il vero un po’ subdola: “Chi è considerato autore dell’opera dell’ingegno tutelata? “
Sembra tautologico ma così lo dice la legge stessa: è autore colui che per primo dice di essere l’autore.
“Il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale. “ Art. 6
Sarà solamente in caso di contestazione circa la paternità che avremo bisogno di mezzi di prova da esibire ad un giudice è quindi interesse degli autori procurarsi questi mezzi di prova.
Oggi è molto semplice grazie a strumenti digitali che permettono di trasformare qualsiasi opera in un file e attribuirgli data certa, può essere usata la marcatura temporale o gli strumenti di firma digitale, l’invio del file a se medesimo tramite posta certificata. Per chi non è molto pratico ci sono organizzazioni che forniscono lo stesso servizio di marcatura temporale gratuitamente o con un costo molto contenuto (Patamu e CopyZero), si parla di pochi centesimi di euro. Ci sono anche pubblici registri, uno dei quali è tenuto dalla Siae e non c’è l’obbligo di associarsi, basta pagare per il servizio, altri invece sono gratuiti, sempre entro certi limiti d’uso, poi diventano a pagamento, ma sempre con costo contenuto, come Safecreative.org .
Altro mezzo di prova anche se più debole, può essere la pubblicazione o l’esecuzione pubblica.
Quindi, l’attribuzione della paternità, va a chi la rivendica e così rimane, senza bisogno di prove, fino a che non nascano contestazioni.
Il mezzo di prova attesta che a una certa data l’opera esisteva ed era ritenuta di paternità dell’autore che l’ha registrata, se un altro soggetto dimostra che l’aveva registrata prima, allora lui viene riconosciuto come autore dal giudice. Ed è solo il giudice, sulla base delle prove esibite, che può dire chi è l’autore di una certa opera.
Dunque in questa fase la Siae c’entra solo marginalmente, anche se loro lasciano credere il contrario, in caso di contestazioni sulla paternità l’unico che vi può aiutare è l’avvocato.

La prossima volta esploreremo più da vicino il diritto d’autore che, come vedremo, non è uno ma sono due.

 

Licenza Creative Commons
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4 commenti

  1. Molti credono che la registrazione a Siae serva per determinare, tra l’altro, l’authorship dell’opera, ma come conferma questo articolo è un luogo comune da sfatare. Attendiamo i prossimi articoli 😉

    • Infatti, Siae è uno strumento come un altro per costituirsi un mezzo di prova per un eventuale contenzioso sulla paternità dell’opera, quindi non è l’unica e non ha maggior valore di altri sistemi. Pero…loro lo lasciano credere. Ma…verrà il tempo……;)

  2. Ottimo articolo Daniela!

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