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OSI: i 10 comandamenti dell’Open Source

OSI: i 10 comandamenti dell’Open Source

Quando si parla di “parti intellettuali” è difficile identificare un punto preciso nel tempo in cui un’idea, un progetto, un’iniziativa ha preso forma. Ciononostante, benché consapevoli che fosse già in via di sviluppo, siamo abbastanza sicuri di poter dire quantomeno che il 1998 ha rappresentato l’anno di svolta per la filosofia Open Source. Nel fabbraio di 15 anni fa, infatti, è stata istituita la OSI (Open Source Initiative), l’organizzazione dedicata alla promozione dei software dal codice aperto.

 

Il paradigma della OSI: quando si parla di Open Source

Perché un software possa essere definito “open source” non è sufficiente che il suo codice sorgente sia accessibile ad altri sviluppatori, ma è necessario che il programma rispetti altre caratteristiche che la OSI ha indicato nel suo decalogo.

 

  1. Distribuzione libera: la vendita o la distribuzione del software deve essere assolutamente gratuita, senza alcun tipo di costo.
  2. Codice sorgente: al momento della distribuzione, il codice sorgente che permette il funzionamento del software deve essere incluso o facilmente reperibile, sempre in modo gratuito.
  3. Opere derivate: il software originale può essere modificato e ridistribuito con la stessa tipologia di licenza.
  4. Integrità del codice sorgente dell’autore: la licenza può prevedere che le opere derivate dal software originale vengano denominate diversamente, in modo tale da tutelare il lavoro dell’autore.
  5. Nessuna discriminazione contro persone o gruppi: un’opera davvero open source non può assolutamente prevedere limitazioni d’uso da parte di singoli o gruppi di persone.
  6. Nessuna discriminazione contro settori o imprese: non è possibile restringere l’utilizzo del software a certi campi (ricerca, istruzione, finanza, ecc.) o a certe imprese.
  7. Distribuzione della licenza: i diritti e i doveri della licenza devono essere applicati in modo automatico a tutti gli utenti destinatari.
  8. Licenza non specifica in base al prodotto: la licenza non può essere legata solo a una determinata maniera di distribuzione.
  9. Licenza non restrittiva per altri software: la licenza non deve vincolare i software che possono essere utilizzati congiuntamente a quello in questione.
  10. Licenza non limitante tecnologicamente: non possono essere richieste particolari tecnologie per accedere all’uso, alla modifica e alla distribuzione del software open source.

 

Maggio 2013: la OSI a Washington

Il prossimo 7 maggio 2013 la OSI incontrerà a Washington i protagonisti del mondo dell’Open Source. Organizzazioni, enti governativi e normali utenti del web interessati all’Open Source parteciperanno, previa iscrizione, a una conferenza a cui prenderanno parte anche il Presidente di Apache e l’Amministratore Delegato di Eclipse, le due fondazioni promotrici dell’open source.

Quando si parla di “parti intellettuali” è difficile identificare un punto preciso nel tempo in cui un’idea, un progetto, un’iniziativa prende forma. Ciononostante, benché consapevoli che fosse già in via di sviluppo, siamo abbastanza sicuri di poter dire quantomeno che il 1998 ha rappresentato l’anno di svolta per la filosofia Open Source. Nel fabbraio di 15 anni fa, infatti, è stata istituita la OSI (Open Source Initiative), l’organizzazione dedicata alla promozione dei software dal codice aperto.

Altro su Giorgia Di Mattei

Laureata in Traduzione e Interpretariato subisce notevolmente il fascino della parola e della comunicazione. Riuscendo con fortuna a fare della propria passione una vera professione, inizia a lavorare come copywriter per un'agenzia di webmarketing e nel frattempo collabora con l'associazione culturale Sole Luna, per il dialogo dei popoli. La sua specializzazione? Parlare, parlare, parlare.

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