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P2P foundation: il peer-to-peer come modello per una società orizzontale

P2P foundation: il peer-to-peer come modello per una società orizzontale

La P2P Foundation è un’organizzazione internazionale che si dedica a studio, ricerca, documentazione e promozione di pratiche di peer-to-peer in senso ampio, approfondendo soprattutto gli aspetti che legano il peer-to-peer alla società. È stata fondata da Michel Bauwens ed è coordinata da Franco Iacomella. Il sito web della fondazione è un deposito di conoscenze comuni che si costruisce e aggiorna continuamente grazie alla collaborazione con gli utenti del web che partecipano attivamente al progetto.

Prima di approfondire alcune riflessioni proposte dalla fondazione, spendiamo qualche parola sul peer-to-peer (P2P). Letteralmente significa “pari a pari” ed è un sistema che permette a più computer di comunicare in rete, di condividere degli dei file o dei flussi multimediali continui (streaming). Concettualmente il P2P si presenta agli antipodi del modo di pensare alla rete basato su una subordinazione tra client e server, costruendosi invece attorno all’idea di un network nel quale ogni stazione di lavoro ha pari abilità e responsabilità. Facendo degli esempi pratici, il P2P è il sistema che ci consente di condividere dei dati o di parlare gratuitamente su Skype.

In un’intervista rilasciata in Francia, Michel Bauwens, fondatore e ricercatore attivo della fondazione, riflette sulle ripercussioni che questo concetto ha sui modelli sociali ed economici nella nostra epoca.

“Ci sono due tendenze che fanno del modello P2P una realtà tangibile e duratura. La prima tendenza è l’orizzontalizzazione della comunicazione su larga scala permessa da internet. Oggi, i cittadini della rete hanno la possibilità non soltanto di scambiarsi informazioni ma anche di cooperare e creare insieme un valore. (…) Una delle conseguenze più evidenti è la nascita di nuove forme di bene comune: da Wikipedia alle iniziative in India sullo scambio di saperi contadini. La seconda tendenza è la trasposizione di questo modello orizzontale nel modello economico: piattaforme di crowdfounding che permettono di sollecitare folle di individui per finanziare un progetto, prestiti diretti da privato a privato, monete virtuali.”Secondo Bawens, si tratta di una vera rivoluzione culturale che presto vedrà coinvolti anche il mercato e le nazioni.

Altro su Stefania Lo Sardo

Laureata in lingue con un Master in traduzione letteraria, titolare di un Master europeo in Mediazione Inter Mediterranea (Università Ca Foscari di Venezia, UAB Barcellona e Università di Meknés), Stefania Lo Sardo lavora tra la Francia e l'Italia. Specialista in cinema del Mediterraneo, ha collaborato a diversi progetti di Aflam, associazione marsigliese che lavora alla diffusione del cinema dei paesi arabi. Nel 2010 ha conseguito un Master 2 in Mondo arabo e musulmano presso l'Università di Provenza con una tesi sul cinema marocchino, collaborando nello stesso periodo con alcune riviste italiane (L’indice dei Libri del Mese, Cinemafrica) scrivendo articoli sul cinema internazionale. Dal 2011 è consulente del MuCEM (Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo) di Marsiglia. Dal 2012 collabora con il Festival Internazionale del Documentario Sole Luna, un ponte tra le culture di Palermo.

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