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Protei: barca open-source per pulire gli oceani

Protei: barca open-source per pulire gli oceani

Cesar Harada è il promotore di un progetto ambizioso. Convinto che la tecnologia, ispirandosi alla natura, debba mettersi al servizio dell’ambiente per riparare ai disastri ambientali causati dall’uomo, Harada da qualche anno sta seguendo la realizzazione di una barca “open source” in grado di pulire gli oceani in caso di maree nere.

Figlio di padre giapponese e madre francese, Cesar Harada è all’incrocio tra trend emergenti: open source, open hardware, ricerca collaborativa, mimetica biologica ed ecologia. Il progetto si chiama Protei ed è aperto a collaborazioni internazionali con una licenza libera. Al momento sono coinvolti una dozzina di ingegneri e scienziati che possono utilizzare gratuitamente le ricerche messe on line e apportarvi modifiche alla sola condizione di condividere i loro lavori con la comunità. Appena la ricerca sarà terminata e il progetto della barca verrà completato, sarà creata una società per produrre in serie il prototipo creato. Per finanziare il progetto sono stati raccolti i fondi di circa 350 donatori reclutati sul web. Il modello dovrebbe essere pronto per la fine del 2013 e la forma dovrebbe ispirarsi alla medusa, animale preferito di Harada.

Il potenziale di un progetto come Protei è altissimo. Originariamente concepito per pulire gli oceani dal petrolio, potrebbe intervenire anche in caso di altri disastri ambientali causati dall’uomo come il filtraggio della plastica che si accumula nell’Oceano Pacifico o la misurazione della radioattività al largo di Fukushima.

Per i dettagli tecnici del progetto vi rimandiamo al sito ufficiale di Protei

Altro su Stefania Lo Sardo

Laureata in lingue con un Master in traduzione letteraria, titolare di un Master europeo in Mediazione Inter Mediterranea (Università Ca Foscari di Venezia, UAB Barcellona e Università di Meknés), Stefania Lo Sardo lavora tra la Francia e l'Italia. Specialista in cinema del Mediterraneo, ha collaborato a diversi progetti di Aflam, associazione marsigliese che lavora alla diffusione del cinema dei paesi arabi. Nel 2010 ha conseguito un Master 2 in Mondo arabo e musulmano presso l'Università di Provenza con una tesi sul cinema marocchino, collaborando nello stesso periodo con alcune riviste italiane (L’indice dei Libri del Mese, Cinemafrica) scrivendo articoli sul cinema internazionale. Dal 2011 è consulente del MuCEM (Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo) di Marsiglia. Dal 2012 collabora con il Festival Internazionale del Documentario Sole Luna, un ponte tra le culture di Palermo.

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