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Raven 2, il Robot che può operare

Raven 2, il Robot che può operare

Un team multidisciplinare di ingegneri americani ha sviluppato un robot chirurgico, Raven 2, per utilizzarlo come piattaforma open source di ricerca nel campo della robotica chirurgica. Il robot ha due braccia simili ad ali che terminano con piccoli artigli per aiutare i chirurghi a vedere ed operare all’interno di organi umani. L’occhio nudo non può vedere tutto, anche le mani esperte di un chirurgo non possono sentire tutto;  Raven 2 è chiamato a integrare il lavoro umano per una migliore riuscita delle operazioni.

Blake Hannaford presso l’Università di Washington e Jacob Rosen presso l’Università della California Santa Cruz, hanno costruito il primo Raven nel 2005 che aveva un valore di circa $ 250.000. Nel 2012 hanno sviluppato una nuova versione, Raven II: più piccola, con più destrezza nelle mani, può tenere degli strumenti chirurgici durante le operazioni. Il Robot  utilizza l’immagine 3D a ultrasuoni per visualizzare gli organi interni in tempo reale, il veloce software di elaborazione di immagini individua il tessuto su cui intervenire e lo strumento chirurgico più adatto a operare.

Uno speciale un software è stato creato creato per lavorare con il robot: Operating System, un popolare codice di robotica open-source, fa in modo che i laboratori possano facilmente collegare il Raven ad altri dispositivi e condividere le idee. Il sistema, basato sul sistema Linux,  permette a chiunque di modificare e migliorare il codice originale, creando un modo per i ricercatori di sperimentare e collaborare.

Sul blog del progetto si possono trovare approfondimenti e video esplicativi.

(Immagine di Bilboq)

Altro su Stefania Lo Sardo

Laureata in lingue con un Master in traduzione letteraria, titolare di un Master europeo in Mediazione Inter Mediterranea (Università Ca Foscari di Venezia, UAB Barcellona e Università di Meknés), Stefania Lo Sardo lavora tra la Francia e l'Italia. Specialista in cinema del Mediterraneo, ha collaborato a diversi progetti di Aflam, associazione marsigliese che lavora alla diffusione del cinema dei paesi arabi. Nel 2010 ha conseguito un Master 2 in Mondo arabo e musulmano presso l'Università di Provenza con una tesi sul cinema marocchino, collaborando nello stesso periodo con alcune riviste italiane (L’indice dei Libri del Mese, Cinemafrica) scrivendo articoli sul cinema internazionale. Dal 2011 è consulente del MuCEM (Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo) di Marsiglia. Dal 2012 collabora con il Festival Internazionale del Documentario Sole Luna, un ponte tra le culture di Palermo.

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