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Settimane calde per i netizen Bengalesi

Settimane calde per i netizen Bengalesi

Preoccupazione di Reporters Senza Frontiere per gli attivisti del web in Bangladesh. Nelle ultime settimane 19 blogger sono stati apertamente minacciati sui siti web islamisti e durante le manifestazioni.

Il blogger Asif Mohiuddin, bersaglio di islamisti e delle autorità bengalesi, è stato arrestato il 3 Aprile a Dhaka dalla Detective Branche che lo sta interrogando sulle sue pubblicazioni più recenti. Asif è solo la più recente vittima di un nutrito nucleo di netizen bengalesi:  23 giornalisti sono rimasti feriti negli scontri tra islamisti e forze di polizia il 22 febbraio 2013.   Il 15 febbraio il corpo senza vita del blogger laico Ahmed Rajib Haider, 30 anni, è stato trovato nei pressi di casa sua a Palashnagar, una zona residenziale della capitale Dacca.

I blogger si trovano tra due fuochi: gli islamisti, che non tollerano che venga data la parola ai loro oppositori, e le autorità che senza troppe remore rispondono alle rivendicazioni dei manifestanti a colpi di fucile.

In seguito alle minacce da parte del partito islamista, le autorità del Bangladesh hanno fatto chiudere diversi siti web islamisti, come la piattaforma sonarbangladesh.com. Alcuni hanno scelto di continuare a parlare nonostante i rischi di aggressione,mentre altri, le cui foto sono state rese pubbliche, sono stati costretti a chiudersi in casa per non esporsi a tentativi di omicidio.

In un comunicato stampa diffuso il 24 febbraio l’alleanza islamista, guidata da Khelafat Andolon, ha accusato i media di dare una visione confusa del contrasto tra filo-islamici e blogger e atei. Ha anche lanciato un ultimatum al governo esortandolo ad arrestare e processare i blogger per “blasfemia” entro,  altrimenti avrebbero esteso le proteste a livello nazionale.

Per un rapporto più approfondito sulla tragica situazione bengalese di cui poco si parla nei media Italiani, vi rimandiamo al rapporto pubblicato da reporter Senza Frontiere (in inglese e francese).

Altro su Stefania Lo Sardo

Laureata in lingue con un Master in traduzione letteraria, titolare di un Master europeo in Mediazione Inter Mediterranea (Università Ca Foscari di Venezia, UAB Barcellona e Università di Meknés), Stefania Lo Sardo lavora tra la Francia e l'Italia. Specialista in cinema del Mediterraneo, ha collaborato a diversi progetti di Aflam, associazione marsigliese che lavora alla diffusione del cinema dei paesi arabi. Nel 2010 ha conseguito un Master 2 in Mondo arabo e musulmano presso l'Università di Provenza con una tesi sul cinema marocchino, collaborando nello stesso periodo con alcune riviste italiane (L’indice dei Libri del Mese, Cinemafrica) scrivendo articoli sul cinema internazionale. Dal 2011 è consulente del MuCEM (Museo delle civiltà dell’Europa e del Mediterraneo) di Marsiglia. Dal 2012 collabora con il Festival Internazionale del Documentario Sole Luna, un ponte tra le culture di Palermo.

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